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Home // News ed Eventi // Vino, ok della Camera al Testo unico che taglia la burocrazia

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Pubblicato in - News ed Eventi - il 30 settembre 2016

Vino, ok della Camera al Testo unico che taglia la burocrazia

ROMA – Una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo che accelera il percorso di semplificazione burocratica promosso dal governo e rafforza un settore che vale più di 14 miliardi di euro. È l’obiettivo del Testo unico sul vino approvato ieri all’unanimità alla Camera. Tutti d’accordo dunque, opposizioni comprese, sulla necessità di accorpare e razionalizzare in una sola legge di 90 articoli tutte le normative sparse che attualmente regolano il settore. Gioiscono anche i produttori che si vedono dimezzati gli oneri burocratici a loro carico. Il Testo unico del vino adesso andrà all’esame del Senato e si spera che in tempi rapidi diventi legge definitiva dello Stato.

“Con questo provvedimento rendiamo il vino italiano sempre più forte e all’avanguardia in Europa – commenta il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – Il Testo unico è frutto di un lavoro parlamentare approfondito e condiviso, che dà alla filiera nuovi strumenti operativi. Avere in una sola norma di 90 articoli tutte le disposizioni, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti, rappresenta un risultato storico”. Per il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, il testo unico è “il risultato di una lunga mobilitazione per liberare le energie del settore più dinamico del Made in Italy agroalimentare che ne rappresenta la principale voce dell’esportazione”. Mentre Federvini sottolinea l’importanza dell’articolo 1 della legge che proclama ufficialmente il vino come patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico del Paese: “È un riconoscimento importante per il nostro settore – commenta il presidente Sandro Boscaini – si è capita finalmente e all’unanimità l’importanza del vino come elemento identitario del Paese. E anche come bandiera dell’export italiano”. Un giudizio complessivamente positivo, quello di Federvini, anche se il testo viene ritenuto migliorabile: “Gli interessi in campo sono molti – conclude Boscaini- e qualche compromesso era inevitabile. Tuttavia ci aspettavamo uno snellimento ancora maggiore degli aspetti burocratici per i produttori. È comunque un passo avanti: speriamo che nell’attuazione concreta della legge venga lasciata aperta una porta all’aggiornamento e all’innovazione tecnologica”.

“Con il testo unico sul vino, l’Italia è il primo paese al mondo a poter vantare una normativa organica sulla coltivazione della vite e della produzione e commercio del vino”, sottolinea il gruppo Pd della Commissione agricoltura della Camera che ha fatto il punto sulla legge in una conferenza stampa oggi a Montecitorio. Soddisfatto anche il M5s che “promette di vigilare sulla sua futura applicazione” e “lottare per far approvare altre nostre proposte, a cominciare da quella per vitigni liberi da pesticidi, come previsto dalla nostra mozione approvata alla Camera lo scorso ottobre”.

Cosa cambia. Tra le novità inserite è prevista una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti storici al fine di promuovere interventi di ripristino, recupero e salvaguardia specialmente nelle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o di particolare pregio paesaggistico. Nuova è anche la disciplina dell’attività di enoturismo, che riguarda l’accoglienza e l’ospitalità dei turisti presso vigneti e cantine. Tra le principali innovazioni ci sono poi le semplificazioni per le comunicazioni da effettuare all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) in merito alla planimetria dei locali degli stabilimenti enologici. Si prevede poi la facoltà per i vini DOP ed IGP di poter apporre in etichetta la denominazione di qualità, purché autorizzati dal Mipaaf d’intesa con la regione competente e si ribadisce che solo le denominazioni di origine possono prevedere l’indicazione di sottozone, oltre alla coesistenza di più DOCG e/o DOC o IGT nell’ambito del medesimo territorio. Inoltre è stato ridotto da dieci a sette anni l’arco temporale entro il quale un vino DOC può richiedere il riconoscimento DOCG e da quattro a tre le campagne necessarie alla richiesta di cancellazione della protezione qualora le DOP e IGP non siano state rivendicate o certificate.

A tutela del patrimonio viticolo nazionale viene stabilito che possono essere impiantate, reimpiantate o innestate soltanto le varietà di uva da vino iscritte al Registro nazionale delle varietà di viti e classificate per le relative aree amministrative come varietà idonee. Inoltre viene istituito dal Mipaaf uno schedario viticolo contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo nel quale dovrà essere iscritta ogni unità vitata idonea alla produzione di uva da vino. È poi previsto un sistema sanzionatorio meno soffocante per le imprese grazie ad una risoluzione preventiva delle irregolarità attraverso il ravvedimento operoso, prevedendo la riduzione delle sanzioni amministrative pecuniarie nel caso di violazioni riguardanti comunicazioni formali

e qualora non sia già iniziato un procedimento da parte dell’organismo di controllo.

Infine vengono previste norme per la produzione e la commercializzazione degli aceti ottenuti da materie prime diverse dal vino e per uniformare la dicitura tra imballaggi e recipienti.

Fonte: Repubblica.it

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